
Si tratta di un libro molto interessante che, con un linguaggio molto chiaro, affronta il tema della intrusione massiccia delle pratiche terapeutiche nella nostra vita quotidiana.
Alcuni dei temi trattati sono particolarmente interessanti: il problema della depressione dei bambini, la demonizzazione del cosiddetto "bambino iper-attivo", l'incapacità diffusa di gestire il fallimento, la minaccia continua per la nostra autostima, sindromi comportamentali di ogni genere, lo stress ovunque per ogni cosa, la diffusione della cultura della paura e del rischio...
In sostanza emerge un quadro poco rassicurante di come oggi siamo spinti a ritenerci impotenti, deboli ed insicuri: basta pensare alle immagini dei reality shows o alla grande diffusione dei pianti in TV.
Il risultato è una società a "resistenza zero" ove ogni forma di pensiero divergente è anestetizzata e considerata una forma di isteria e schizofrenia.
Sicuramente un libro da leggere...
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This is a very interesting book which, with a clear language, analyzes the issue of the massive intrusion of therapy culture in our everyday life.
Some of the topics discussed are particularly interesting: the problem of depression in children, the demonization of the so-called hyperactive child, the diffused incapability to manage personal failure, continuing manaces to our self esteeem, behavioural syndromes of any kind, stress everywhere for anything, the diffusion of the culture of fear and risk...
In brief, it emerges a discouraging scenario which everyday convinces us about our impotence, weakness and lack of self-confidence: just looking to the reality shows and to the great diffusion of tears in TV to confirm this.
The result is a "zero-resistance" society where any kind of diverging thinking is anaesthetized and considered as an expression of hysteria and schizophrenia
I thus suggest its reading...
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