Quando vuoi fare un regalo e non hai un'idea precisa di cosa regalare, bisognerebbe donare un libro. Non c'è bisogno di una ricorrenza specifica: è sempre bello donare un libro. Veicola sempre un messaggio, un'idea, un sogno. Peccato che ogni volta che regalo un libro, il più delle volte la gente si incazzi...

If you want to make a gift and you have no idea about what to buy, well donating a book it's always a good choice. It's no necessary to wait for a specific occasion: it's always something good. A book materializes messages, ideas, dreams. Yet anytime I give a book as a gift in the majority of cases, people tend to get angry...

lunedì 21 maggio 2018

Libereso Guglielmi: "Oltre il Giardino"

Ho acquistato e letto questo piccolo libro alcuni anni fa soprattutto perchè attirato dal suo autore: Libereso Guglielmi.

Libereso Guglielmi, scomparso a 91 anni nel 2016, è stato il giardiniere della famiglia Calvino. Era un attento ricercatore e per dodici anni era stato capo giardiniere all'università di Londra. Guglielmi era un grande conoscitore delle erbe spontanee e della natura in generale e fondamentalmente era un uomo libero dal pensiero sottile e semplice.
Questo piccolo libro si presenta apparentemente come una sorta di ricettario. In realtà, attraverso queste semplici ricette basate su erbe e piante molto semplici e comuni, Guglielmi accompagna il lettore all'interno di una filosofia di vita in cui non c'è spazio per la fretta, l'ipocrisia e l'avidità.

martedì 15 maggio 2018

Siri Hustvedt: "La Donna che trema"

L'autrice mentre si apprestava a tenere un discorso in pubblico per la commemorazione della morte del padre recentemente scomparso comincia ad essere preda di tremori irrefrenabili in tutto il corpo. Dopo questo terribile episodio, altri ne seguiranno rendendo la vita dell'autrice un vero inferno.

Questo libro racconta le vicissitudini dell'autrice che si confronta con un male misterioso che l'affligge in modo implacabile. Non è un romanzo, non è un saggio: si tratta di una specie di diario corredato di riflessioni e approfondimenti sul complesso rapporto fra corpo e mente.

Un libro certamente insolito che merita la lettura.

mercoledì 4 aprile 2018

Francesco Bonami: "L'Arte nel Cesso"

Con un titolo del genere, verrebbe facilmente da pensare di trovarsi di fronte ad un libro "che fa ridere", "comico" o comunque poco serio. Invece, grazie anche alla grande competenza ed esperienza dell'autore, questo libro è un'interessante guida attraverso le contraddizioni, i non-sense, le operazioni di marketing, le iperboli dell'arte contemporanea che spesso non riusciamo a capire.  Dove si cela l'arte nell'arte contemporanea? Come distinguere un capolavoro da una ridicola montatura? E' possibile fare queste distinzioni? E questi capolavori sono veramente capolavori?

In questo libro l'ironia comunque non manca e questo rende la lettura estremamente agevole e divertente. 

Un libro quindi molto piacevole da leggere e sicuramente molto istruttivo. Una lettura consigliata anche ai non addettti ai lavori che vi troveranno certamente molti spunti di riflessione critica: nel vero senso della parola. Da leggere.

lunedì 19 marzo 2018

G. Manganelli: "Pinocchio: un libro parallelo"

Ci sono storie e libri che siamo abituati a considerare come semplici fiabe per bambini, magari prive di un contentuo che vada al di dà di quello che si legge. Uno di queste sicuramente è la storia di Pinocchio che tutti conoscono (anche se credo pochi abbiano effettivamente letto nella versione orginale di Collodi) e che tutti considerano una bella favola per bambini. Probabilmente in parte è così. Eppure dentro questa favola esiste una storia "altra" scritta fra le righe: molto più complessa, molto più sottile e per molti aspetti molto più affascinante. 

In questo libro "Pinocchio: un libro parallelo" Manganelli ci guida attraverso questa storia nella storia di Pinocchio, un racconto che emerge fra le righe della favola di questo burattino. E ci si accorge che Collodi ha usato una simbologia alla fine anche piuttosto complessa per raccontare qualcosa di più misterioso, sottile e arcano. Emerge quindi una guida alla lettura per una comprensione e visione decisamente meno superficiale delle vicissitudini dell'arcinoto burattino.

Un libro certamente non semplicissimo, ma molto interessante alla fine della cui lettura ci si chiede dubbiosi: ma quella di Pinocchio è poi veramente una favola o qualcosa di molto diverso?

martedì 13 marzo 2018

A. Bourdain: "Kitchen Confidential"

Premetto che se c'è una cosa che non sopporto è la proliferazione di gente che cucina o che parla di cucina in tutti i luoghi reali o virtuali. Boccio quindi senza appello tutti questi programmi tv dove c'è gente che cucina o che disserta sulla cacio e pepe o sul vitello tonnato. 

Ho acquistato e letto questo libro come una sorta di sfida personale dato che non sapevo nulla del suo contenuto. Ovviamente conosco Anthony Bourdain come acclamato chef e questo sarebbe bastato per rivolgere la mia attenzione altrove. Ma se è vero, come è vero, che la copertina è la prima cosa che ci attrae in un libro, devo dire che i tre loschi figuri riportati appunto in copertina mi davano più l'idea di una band di metallari piuttosto che di cuochi.

Il contenuto del libro è in perfetta sintonia con la copertina. Bourdain racconta la sua vicenda personale di chef fra paradossi, situazioni incredibili, personaggi allucinanti, situazioni pazzesche, sesso e droga, il tutto con una capacità narrativa molto rokkettara.

Libro pieno di ironia, molto interessante e avvicente che colloca la vita dello chef in una luce decisamente poco ortodossa. 

Consiglio vivamente la lettura sia a chi è appassionato di cucina sia a chi la detesta come il sottoscritto.

lunedì 5 marzo 2018

S. Reynolds: "Retromania"

Libro molto interessante su un fenomeno ormai diffusissimo fra tutte le fasce di età e tutte le generazioni: la passione per il passato come unico depositario di buone idee e progetti di valore.

In questo libro la retromania viene analizzata quasi come una vera e propria patologia che interessa tutti gli aspetti della vita di ciascuno di noi. Anche se il focus principale è il ritorno al passato in ambito musicale, l'autore (che è un critico musicale) riesce a proporre interessanti riflessioni e considerazioni con una discreta dose di ironia anche in altre dimensioni.

Insomma c'è molto su cui riflettere con la lettura di questo libro: con l'annientamento del futuro, lo svilimento del presente, l'unico appiglio rimasto è la nostalgica visione di un passato il più delle volte fin troppo mitizzato. Insomma c'è da chiedersi: abbiamo proprio smesso di sognare, di progettare utopie, di sperimentare? 

Da leggere....

mercoledì 5 ottobre 2016

A. Moresco "Gli Increati"

Un volume veramente voluminoso. L'avevo comprato lo scorso anno al mare per leggerlo magari sotto l'ombrellone: pesante da portare appresso nello zaino e pesantissimo in mano... Vabbè...

Il libro ha un bellissimo incipit ed una sua ratio che può affascinare. Non è un romanzo: è un viaggio onirico nell'oltretomba e nella pre-vita. Tutto molto suggestivo, tutto molto interessante.  La prosa di Moresco poi per me è molto avvincente.

Ma il libro è francamente troppo lungo (si viaggia oltre le 1000 pagine...) e alcuni spunti decisamente molto interessanti si perdono completamente nel mare magnum del numero decisamente eccessivo delle parole e delle pagine. 

Questo libro mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Mi sono posto più volte queste domande cui non ho saputo dare ancora delle risposte definitive...

Libro ineressante ma decisamente impegnativo: non indicato per chi ha poca pazienza e molta fretta. Moresco resta comunque una delle migliori voci della scrittura italiana di questi tempi, se si pensa soprattutto alla ciarlataneria dilagante che si materializza sotto forma di libri negli scaffali delle (semi-deserte) librerie italiche.

lunedì 7 marzo 2016

O. Sacks: "Zio Tungsteno"

Ho letto parecchi libri di Sacks e li ho trovati tutti abbastanza interessanti. Che Sachs sia un bravo divulgatore e narratore scientifico non ci piove. 

Ho acquistato e letto questo libro "Zio Tungsteno" sia perchè memore delle capacità narrative dell'autore sia perchè questo libro veniva prospettato come una specie di autobiografia fondata principalmente sui ricordi di infanzia di Sacks.

Invece ho trovato questo libro orribile: ho fatto una fatica mostruosa per leggerlo. In realtà si tratta di un brutto libro di chimica farcito con qualche notiziola biografica qua e là. Nient'altro. Un testo molto pesante e noioso: almeno per il sottoscritto. 

Francamente, a meno che non si sia dei patiti della chimica - ma veramente patiti a tutti i costi, direi che eviterei di leggere questo libro. Ripiegherei su un manuale di chimica vero e proprio: magari potrebbe essere scritto meglio e potrebbe anche essere più avvincente, come solo può esserlo un libro di chimica. Bah...


venerdì 9 ottobre 2015

Emmanuel Carrere

Durante l'estate ho letto un paio di libri di Emmanuel Carrere, scrittore francese che oggi va molto per la maggiore. Ho iniziato con "Il Regno". Si tratta certamente di un bel libro che non definirei di genere "Storia" perchè alla fin fine non lo è. Ha infatti dei toni romanzeschi, ma non è di certo un'opera di fantasia. La base di questo libro è la figura dell'evangelista Luca e la narrazione dei primi anni della nascita delle comunità cristiane. Non è però un libro sulla storia del cristianesimo per una serie di motivi. 

In primo luogo l'autore oltre a narrare le vicende legate a Luca e a quei fatidici anni, approfitta anche per narrare la storia della nascita di questo stesso libro, lo sviluppo del percorso personale che ha accompagnato l'autore durante questo lavoro e la sua stessa storia personale. In pratica narrazione storia ed autobiografia dello stesso Carrere si mischiano in modo mirabile lungo le pagine di questo libro.

La prosa è accattivante e mai noiosa. La presenza di queste due dimensioni rende "Il Regno" una storia interessantissima sotto molteplici punti di vista. Insomma si tratta di un libro che vale certamente la pena di leggere.

Ho poi acquistato e letto il libro più famoso di Carrere ovvero "Limonov". Si tratta della biografia di questo personaggio russo (ignoto ai più), ma attraverso le vicessitudini di Limonov, Carrere descrive la parallela storia dell'URSS e della Russia contemporanea. Insomma in questo libro la storia personale e la Storia (quella con la "S" maiuscola") vanno di pari passo. Devo dire che, pur rimanendo un libro di un certo interesse, questo "Limonov" mi è piaciuto meno rispetto a "Il Regno". Forse in quest'ultimo libro, Carrere appare più maturo, la sua scrittura mi sembra più riuscita rispetto a "Limonov". Comunque, ripeto, anche "Limonov" è un libro interessante dalla lettura certamente piacevole.

Comunque Carrere mi sembra uno scrittore acuto e gradevole: consiglio la lettura di questi due libri a tutti i tipi di lettori e lettrici. Magari qualcuno leggendo "Il Regno" potrebbe scoprire qualcosa di molto interessante sul cristianesimo.... Hai visto mai....

martedì 15 settembre 2015

Mi compro un libro... Mica facile....

E' da un po' che non scrivo su questo blog. Questo non signfica che abbia smesso di leggere: tutt'altro. Leggere è e rimane una delle mia passioni preferite. Diciamo che ho avuto da fare e non ho avuto il tempo di scrivere post su questo povero ed insignificante blog.

Adesso nei avrei di libri da commentare anche perchè ne ho comprati e letti tanti di libri dall'ultima volta che ho scritto qualcosa qui.

Ora che ho cinque minuti potrei accingermi ad annoiare lo sventurato lettore con i miei commenti superflui su uno dei tanti libri che nel frattempo ho appunto letto. Ma, vista l'occasione, preferisco approfittare di questo tempo e di questo spazio per qualche considerazione personale.

Questo anche perchè mi sono sempre chiesto se può essere di una qualche utilità fare brevissime recensioni dei libri, oltretutto un oggetto "misterioso" e sgradevole per gran parte dei miei concittadini...

E allora scrivo qualche mio pensierino personale.

La prima cosa che mi viene da pensare è quanto sia diventato difficile acquistare un libro. Non che ci siano impedimenti fisici, tecnici od economici. Acquistare libri è diventato facilissimo, anzi fin troppo facile: ed è anche economico se si pensa che in generale il costo dei libri non è mai particolarmente elevato, a meno di non essere interessati a qualche edizione di pregio. 

Insomma siamo circondati da libri dal prezzo tutto sommato abbordabile. La difficoltà nell'acquistare un libro consiste però nella difficoltà di mettere le mani su un "buon libro" che valga la pena di leggere. Parlo soprattutto di autori ed opere nuove. L'Iliade non si discute, così come non si discutono i grandi classici di tutte le letterature del mondo.

Ma comprare un libro appena uscito è un'impresa titanica. Spesso mi aggiro sconsolato per gli scaffali delle librerie come uno zombi che non sa dove sbattere la testa...

Ormai tutti scrivono: cantanti, attori, dj, politici, giornalisti dallo scarsissimo talento o rincoglioniti dall'Alzehimer... E poi ci sono i professori di ogni sorta: con lo scadere inesorabile dell'Accademia italiana la qualità della saggistica "made in Italy" è precipitata...

Come è triste leggere i libretti di questi professorini o giornalistini scritti con il copia-incolla da libri per lo più del mondo anglosassone. Che pena leggere i romanzi di questi autori, che usano una prosa il più delle volte del livello di uno scolaro di scuola media inferiore, con trame di un'originalità pari a zero?

Insomma il problema è: vorrei comprare un libro, ma non ho libri da comprare. Trovo sempre più spesso un mare di spazzatura. Raramente riesco a trovare qualcosina, magari di un piccolo editore, che può valere la pena di leggere. Ma per un lettore "duro" come me è sempre più difficile trovare una novità decente. Mi pare poi che anche gli stranieri se la passino piuttosto male.

Insomma per mutuare il titolo di un libro di Guenon, sguazziamo nell'epoca della quantità, ma dell'assenza di qualità. Ed è veramente un problema...

lunedì 13 aprile 2015

La morte di Gunter Grass

Ho appreso con grande dispiacere della morte di Gunter Grass. Essendo uno scrittore (tedesco) gran parte degli italiani non sa nemmeno chi sia e di conseguenza non saprà il valore non solo letterario di questo scrittore.

Ho avuto modo di leggere due sue opere: il famosissimo "Tamburo di latta" e "E' una lunga storia".

Al di là delle trame di queste due opere, quello che mi è sempre molto affascinato in queste due opere è l'idea di Grass della Storia come linea diagonale che attraversa le esistenze di tutti. La storia ci taglia come una lama di coltello: talvolta ci può travolgere, altre volte ci coinvolge, altre volte ancora ci dimentica. Siamo immersi nella Storia che si materializza davanti ai nostri occhi. Ed è una grande lezione di vita che richiede però consapevolezza, coscienza di essere noi tutti nella Storia e comunque, parte della Storia. 
 
Consiglio a tutti la lettura ed eventualmente la rilettura di questi due libri.

giovedì 5 marzo 2015

Kevin Barry: "Il Fiordo di Killary"

Devo ammettere che ho comprato per caso questo libro. L'ho tenuto sul mio comodino per un po' di tempo, per leggerlo nelle notti di inverno comodamente a letto. Per me infatti ci sono i libri da scrivania (pesanti, con molte pagine, impegnativi, che richiedono magari più letture o appunti al margine), libri da poltrona (meno pesanti, con un numero di pagine relativamente alto, relativamente impegnativi) e libri da comodino (con poche pagine, leggeri, lettura da svago). In breve questo libro è finito sul comodino perchè non troppo lungo e di facile lettura.

In effetti si tratta di una raccolta di racconti piuttosto agile. Il libro è decisamente interessante, la prosa è fluida e godibile, l'ambientazione è molto Irish (l'autore è infatti irlandese...), la narrazione accattivante. Si tratta di racconti piuttsto brevi per cui la lettura non è particolarmente impegnativa. Insomma un libro che si legge bene e si fa apprezzare.

Per un lettore come me, ormai diventato molto critico e sospettoso nei confronti di scrittori "nuovi", devo dire che questo libro è stato una piacevole e positiva sorpresa. Il "Fiordo di Killary" mi è proprio piaciuto.

Direi che consiglio decisamente la lettura di questo "il Fiordo di Killary" (il titolo è uno dei racconti presenti nel volume): anche per i lettori più giovani penso che sia più che indicato.

lunedì 1 dicembre 2014

K. Richards - J. Fox: "Life"

E' da parecchio tempo che non aggiorno questo povero blog. Cerco di rimediare subito approfittando anche del fatto che esiste "Google Traduttore": non dovrò pertanto tradurre tutto quanto con il mio mediocre inglese.

Dunque riprendo commentando un libro che ho letto la scorsa estate stando comodamente sdraiato sotto l'ombrellone. Si tratta di "Life" di Richards & Fox ovvero la biografia del chitarrista degli Stones Keith Richards. Ovviamente essendo un patito di musica e fan da sempre dei Rolling Stones non ho potuto fare a meno di acquistare e leggere questo lungo libro. 

Devo dire, senza tanti giri di parole, che questo libro mi è molto piaciuto. Mi è piaciuta questa biografia, mi piace lo stile di scrittura, i tanti aneddoti riportati, le impressioni che Richards riferisce su tanti musicisti dello scenario rock e blues: insomma un appassionato di musica come fa a non leggere questo libro?

La cosa più ovvia e più banale che si può dire dopo aver letto un libro come questo è: come fa ad essere ancora vivo Keith Richards con tutto il casino che ha combinato durante tutti questi decenni? Ha forse firmato un patto con il Diavolo? Se fosse così, dove si deve andare per firmare?

Da lettore incallito (nonostante l'ignoranza dilagante in Italy) e da musicista ancora più incallito, ho trovato quindi questo libro di grande interesse. Ne suggerisco la lettura a tutti, soprattuto a quelli che hanno passato gli -anta perchè possono capire gran parte delle cose di cui parlano gli autori. I giovani si devono fare prima di tutto una bella cultura musicale per poter apprezzare in pieno questo bel libro: se siete fissati con Tiziano Ferro, Ligabue, Vasco Rossi, Maurizio Mengoni o robetta del genere lasciate perdere. Qui siamo su un altro pianeta.

martedì 14 gennaio 2014

Tanizaki Junichiro: "Libro d'ombra/In Praise of Shadows"

Viviamo in un periodo connotato da chiasso, confusione, volgarità, luci abbaglianti, confusione, tensione continua. Tutti hanno paura del silenzio, del rimanere senza fare niente, della lentezza, del buio. 

Tornare a vivere nella penombra, magari circondati da materiali naturali, dagli odori, dalla polvere, dal piccolo disordine, significa di fatto rallentare i nostri stili di vita artificialmente ed inutilmente accelerati. Significa riacquisire il senso reale della vita: apprezzare le piccole cose, i dettagli insignificanti, il calore di un'atmosfera naturale.

Su queste linee si muove questo bel libro, partendo dall'elogio dell'ombra e della penombra. Invito tutti alla sua lettura, soprattutto i giovani, come momento di riflessione sulla stupidità di gran parte di quello che facciamo e delle cose di cui ci circondiamo.

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We live in very strange times surrounded by noises, confusion, vulgarity, dazzling lights, continuing tensions and stresses. A large majority of people fear and refuse silence, inaction, slowness, darkness.

Living again in the dim-light like our ancestors did, also surrounded by natural materials, odors, dust, a natural "mess", means slowing down our artificially useless everyday lifestyles. It means acquiring  the real sense of life: appreciating small things, little details, the warmness of a more natural atmosphere even inside our homes.

This interesting and beautiful book is based on these principles, starting from the praise of the shadows and dim-light. I invite all kind of readers to read this book, above all young readers, also as an occasion to think aout the stupidity of a greater part of the things we do everyday and the useleness of many objects are suffocating us.

lunedì 2 dicembre 2013

Leon Hendrix, Mitchell Adam: "Jimi Hendrix, mio fratello/Jimi Hendrix: A Brother's Story"

Un libro molto interessante e piacevole da leggere soprattutto per chi, come il sottoscritto, è un fan sfegatato e da sempre di Jimi Hendrix.

Premetto però che si tratta della biografia del fratello di Jimi Hendrix: ovviamente Leon Hendrix descrive anche la vita e l'esperienza che ha avuto con suo fratello Jimi. Su molti fatti controversi Leon Hendrix ha inoltre, con questo libri, voluto fornire la sua versione. Ne prendiamo atto.

Comunque alla fine viene fuori quasi un bellissimo romanzo: non c'è che dire. E del resto come potrebbe essere altirmenti quando in ballo c'è Jimi Hendrix?

Consiglio la lettura, soprattutto ai giovani lettori e lettrici.

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A very interesting and good book to read above all for those, as myself, fan of Jimi Hendrix. It is important however to note that this is the biography of Leon Hendrix, Jimi Hendirx's borther. Here the author describes of course also his life and the "experience" (by the way, when talking about Jimi Hendrix...) he had living with his famous brother. About some controversial facts, Leon Hendrix provides with this book his versions and his perspective about the personality of Jimi Hendrix.

I suggest the reading of this book above all for youg readers.

mercoledì 23 ottobre 2013

A School Textbook

 My son is attending the second year at the high school. Few days ago, while studying Art History, he has noticed some sentences throughout the text of his book: he asked my opinion about it. I think it could be useful to share these reflections in order at least to understand the depth of the abyss which have fallen in.

I quote the original sentences in order to be honest. I direct you also to the book which can be found on this link (only in italian language unfortunately...). The title of this book is "Itinerario nell’arte, Dall’arte paleocristiana a Giotto, Versione arancione". The authors are  Giorgio Cricco and Francesco Di Teodoro. Printed by Zanichelli.

The paragraph about the paleo christian art begins with these words (I have evidenced some phrases in bold)

"We have already discussed about christianity. Christianity, from a simply tolerated religion as many others religions, had a so widespread diffusion to become, after the Council of Nicaea (325), the official religion of the Empire and, in 380, even the sole admitted State religion. This, however, doesn't mean that paganism ceased to live in that moment: on the contrary, it survived for a long time above all in the countriside, at least until the VI-VII centuries. It is important to remind that, non accidentally, the term pagan comes from pagus, village, whose inhabitants (peasants and farmers), always reclutant as usual to any change, had the same behaviour also with regards to the traditional religion and its rites."

The imagine of these peasants always reclutant as usual to any change, is so naive to render any further comment extremely difficult. The lack of any historical analysis actually pushes to make only some silly prejudices having a rather surprising superficiality. What about an entire political class in the Senate (led by Simmacus or Praetextatus - not just few farmers and peasants) trying in any way to save, together with a millennial tradition, the political and ethical integrity of the Roman State and Society? The autors exclude the possibility that the term pagus may show more complex meanings. There are many books written about this topic. I've read them: they should do the same...

The paragraph continues:

"The christians as already said, will be the sole heirs of the real roman mentality. Christianity, therefore, could become very powerful also because, from a revolutionary religion (even a dangerous religion and source of danger for the Empire security because, accordingly with this faith, it refused the Emperor's divine nature), it accepted the roman idea of the State. During the IV century, thanks to its organization and economic power, it appeared as the unique force capable to give support to the Roman State, inheriting its functions. The history of christianity therefore is finally mixed with the history of Rome becoming its completing part".


Also in this circumstance, some ideas and concepts deprived of any historical base are cited. These are only prejudices without any historical foundation. Christianity has never been, and won't ever be, in continuity with the Roman Tradition. Christianity always worked to destroy the Roman State, the Roman Culture, the Roman Mentality, the Roman Ethics. Roman Ethics and christian ethics have nothing in common, nothing to share. Nothing. This concept must be clearly evidenced otherwise one can do huge mistakes like these professors do. 

Christianity was a violent, irrational and foolish solution with a tradition even older than Rome itself. Rome just had the "baton": but this baton has been definitively lost with christianity. Christianity violently occupied antique rites, sites, cults, symbols and the language of the Roman Tradition: but it doesn't mean that it accepted and understood them. It was an usurpation, a cultural robbering. The idea of a christian pontifex is just a word game: there are no christian pontifices because there are only the real, authentic and traditional Roman Pontifices.

Christianity was violently imposed against the will of millions of men and women (women in particular paid the highest price for this free and happy conversion)

The overlapping of the christian festivals on the traditional roman ones was just a tool to impose a religion which people othewise couldn't accept. The same happened with the churches often concretely built over the Sacred Temples to remove the Old and impose the New on the same site. This is History: these facts can be easily found even for non experts. It's incredible to read these fairy tales in 2013: the bad indians and the good cowboys... Come on!

The paragraph continues: 

"After all, artists and artisans working for the christians and the pagans were the same (it could not be otherwise). Hence, there is no discontinuity between roman and christian art". 

Even in this case, this is a sentence without any historical foundation. The idea that artists were the same has no relevance: it doesn't demonstrate the possibility of any kind of continuity between these two arts. Actually there was an absolute discontinuity because the ethical systems of values involved were conflicting and totally diverging. There was no possibility of contact between the roman and the christian ethics (as well as between the two religions) and consequently no contacts between the arts emboding these values. The fate of these artists is also very interesting. Many of them tried to hide in their works (even in those made for the christians) many symbols and expressions of the Ancient Tradition. Many romanesque churches are "disguised temples" where it is quite easy to identify the God/Goddess to who the church is dedicated. In many depiction of the virgin mary we can easily identify Isis, Bona Dea, Magna Mater, Cybele or Ceres. All this was a strategy to make these cults survive: this was not a problem of a lack of artisans... Do the authors really think that these transition centuries were just a happy time?

I could say the same about the Gothic Art. Have you never heard the name of Mr Fulcanelli??

Let's go further...

"Above all during the first centuries after the jesus' birth, the only difference between pagan and christian art can be found in the different symbolic value the christians assigned to certains figures. For a pagan a scene of grape harvest and grape bunches represented just what they concretely are while for a christian these imagines were full of symbolic values (...). Similarly a fish for a pagan was just a sea animal while for a chirstian it was the symbol of christ (...) Again, a shepherd with a flock was, in a pagan view, just a rural picture, while for a christian it represented jesus "good shepherd" (...) A peacock was not just a bird gladdening a painting of a garden or a decoration in a pagan birdcage, but a symbol of eternity. The phoenix, a mythological bird reviving from its own ashes, was the symbol of christ resurrection."

Is this a joke?

Here, in addition to a number of prejudices without any foundation one can find many statements confirming the complete ignorance about these issues. The complexity of the traditional symbolism - together with the complexity of the myths' articulation - is well known. These traditional symbols described what one cannot describe by words opening a door towards a "different world" unreachable for profane people: any Cultor or Cultrix perfectly knows it
All the literature about the antique and sacred symbology is cancelled just in a while: Frazer, Kerenyi, Dumezil, Guenon, Eliade...  the list is too long. 

I can accept that the authors may ignore Jamblicus, Proclus, Porphiry, Libanius, Nonnus or Plotinus (not to say the Pythagoreans!): but these trifles are out of the reach of any scholar. Citing the first two centuries after the jesus' birth is just taking a wild guess: it drives to further mistakes. In that period christianity was just a mere secta, not so diffused, without a specific symbology. I want just to remind that the Cross is a pagan symbol. Christians adopted the cross as symbol for their religion after a long time. Over the roofs of the churches (even during the middle age) there was the symbol of a cock (ooopss.. it a symbol of Mercury) rather than a cross. Furthermore, do the authors know the sacred value of geometry?

Raving and randomly citing the grapevine (a very complex Dyonysus' symbol, I've mentioned it in this blog), the peacock or the phoenix is an incredible own goal: anyone with a minimal culture about roman history perfectly knows the meaning of these symbols. Nonetheless, these two professors ignore all this.
So I wonder: what is a Caduceus in these authors' mind?  Just a stick of wood with two snakes  randomly twisted around it? A board game? A funny  fantasy representation? A logo of a greek drug?
Using just few words, they cancel thousands of years of culture, symbols, myths, traditions, values. This is to confirm that we are living in the age of the darkness, the "last age" (Kali Yuga) when everything considered superior becomes unintellegible and obscure.
It's very hard for me to make any additional comment. I've got no more words actually... I just think it's a very dangerous and serious problem that one can find such things in a textbook used to high school education. It is not possible to create any kind of culture over such bases and it is not possible that students learn such false and wrong ideas with no historical foundation.  How can they learn something if the teacher simply "doesn't know" or "ignores" or "badly knows"?
At best, all this may produce distorted opinions totally deprived of any link with reality. It contributes only to create generations of individuals unable to appreciate and understand the meaning of the Roman and Greek Art, Culture, Spirituality, with their symbols and deep value and sense.

It is not possible to write on a textbook  just what one likes or would like to write, the first thing one has in mind or, even worse, what is more suitable with a given religious or ethic perspective. I believe that a wrong or bad learning is definitively worse than a non-learning.
I wonder that such a poor book has been published by an important publisher and adopted by some schools. In my opinion, all this shows the low profile of the entire cultural dimension in Italy.

We have the right and the duty to firmly oppose against these fake expressions of prejudices, superficiality and lack of sound scientific accuracy. I can conclude that I will fight, in every occasion, to publicly denounce these silly aberrations which have nothing to share with a real idea of "culture".
 
I leave to the readers' opinion any further comment about this topic.