Quando vuoi fare un regalo e non hai un'idea precisa di cosa regalare, bisognerebbe donare un libro. Non c'è bisogno di una ricorrenza specifica: è sempre bello donare un libro. Veicola sempre un messaggio, un'idea, un sogno. Peccato che ogni volta che regalo un libro, il più delle volte la gente si incazzi...

If you want to make a gift and you have no idea about what to buy, well donating a book it's always a good choice. It's no necessary to wait for a specific occasion: it's always something good. A book materializes messages, ideas, dreams. Yet anytime I give a book as a gift in the majority of cases, people tend to get angry...

lunedì 7 marzo 2016

O. Sacks: "Zio Tungsteno"

Ho letto parecchi libri di Sacks e li ho trovati tutti abbastanza interessanti. Che Sachs sia un bravo divulgatore e narratore scientifico non ci piove. 

Ho acquistato e letto questo libro "Zio Tungsteno" sia perchè memore delle capacità narrative dell'autore sia perchè questo libro veniva prospettato come una specie di autobiografia fondata principalmente sui ricordi di infanzia di Sacks.

Invece ho trovato questo libro orribile: ho fatto una fatica mostruosa per leggerlo. In realtà si tratta di un brutto libro di chimica farcito con qualche notiziola biografica qua e là. Nient'altro. Un testo molto pesante e noioso: almeno per il sottoscritto. 

Francamente, a meno che non si sia dei patiti della chimica - ma veramente patiti a tutti i costi, direi che eviterei di leggere questo libro. Ripiegherei su un manuale di chimica vero e proprio: magari potrebbe essere scritto meglio e potrebbe anche essere più avvincente, come solo può esserlo un libro di chimica. Bah...


venerdì 9 ottobre 2015

Emmanuel Carrere

Durante l'estate ho letto un paio di libri di Emmanuel Carrere, scrittore francese che oggi va molto per la maggiore. Ho iniziato con "Il Regno". Si tratta certamente di un bel libro che non definirei di genere "Storia" perchè alla fin fine non lo è. Ha infatti dei toni romanzeschi, ma non è di certo un'opera di fantasia. La base di questo libro è la figura dell'evangelista Luca e la narrazione dei primi anni della nascita delle comunità cristiane. Non è però un libro sulla storia del cristianesimo per una serie di motivi. 

In primo luogo l'autore oltre a narrare le vicende legate a Luca e a quei fatidici anni, approfitta anche per narrare la storia della nascita di questo stesso libro, lo sviluppo del percorso personale che ha accompagnato l'autore durante questo lavoro e la sua stessa storia personale. In pratica narrazione storia ed autobiografia dello stesso Carrere si mischiano in modo mirabile lungo le pagine di questo libro.

La prosa è accattivante e mai noiosa. La presenza di queste due dimensioni rende "Il Regno" una storia interessantissima sotto molteplici punti di vista. Insomma si tratta di un libro che vale certamente la pena di leggere.

Ho poi acquistato e letto il libro più famoso di Carrere ovvero "Limonov". Si tratta della biografia di questo personaggio russo (ignoto ai più), ma attraverso le vicessitudini di Limonov, Carrere descrive la parallela storia dell'URSS e della Russia contemporanea. Insomma in questo libro la storia personale e la Storia (quella con la "S" maiuscola") vanno di pari passo. Devo dire che, pur rimanendo un libro di un certo interesse, questo "Limonov" mi è piaciuto meno rispetto a "Il Regno". Forse in quest'ultimo libro, Carrere appare più maturo, la sua scrittura mi sembra più riuscita rispetto a "Limonov". Comunque, ripeto, anche "Limonov" è un libro interessante dalla lettura certamente piacevole.

Comunque Carrere mi sembra uno scrittore acuto e gradevole: consiglio la lettura di questi due libri a tutti i tipi di lettori e lettrici. Magari qualcuno leggendo "Il Regno" potrebbe scoprire qualcosa di molto interessante sul cristianesimo.... Hai visto mai....

martedì 15 settembre 2015

Mi compro un libro... Mica facile....

E' da un po' che non scrivo su questo blog. Questo non signfica che abbia smesso di leggere: tutt'altro. Leggere è e rimane una delle mia passioni preferite. Diciamo che ho avuto da fare e non ho avuto il tempo di scrivere post su questo povero ed insignificante blog.

Adesso nei avrei di libri da commentare anche perchè ne ho comprati e letti tanti di libri dall'ultima volta che ho scritto qualcosa qui.

Ora che ho cinque minuti potrei accingermi ad annoiare lo sventurato lettore con i miei commenti superflui su uno dei tanti libri che nel frattempo ho appunto letto. Ma, vista l'occasione, preferisco approfittare di questo tempo e di questo spazio per qualche considerazione personale.

Questo anche perchè mi sono sempre chiesto se può essere di una qualche utilità fare brevissime recensioni dei libri, oltretutto un oggetto "misterioso" e sgradevole per gran parte dei miei concittadini...

E allora scrivo qualche mio pensierino personale.

La prima cosa che mi viene da pensare è quanto sia diventato difficile acquistare un libro. Non che ci siano impedimenti fisici, tecnici od economici. Acquistare libri è diventato facilissimo, anzi fin troppo facile: ed è anche economico se si pensa che in generale il costo dei libri non è mai particolarmente elevato, a meno di non essere interessati a qualche edizione di pregio. 

Insomma siamo circondati da libri dal prezzo tutto sommato abbordabile. La difficoltà nell'acquistare un libro consiste però nella difficoltà di mettere le mani su un "buon libro" che valga la pena di leggere. Parlo soprattutto di autori ed opere nuove. L'Iliade non si discute, così come non si discutono i grandi classici di tutte le letterature del mondo.

Ma comprare un libro appena uscito è un'impresa titanica. Spesso mi aggiro sconsolato per gli scaffali delle librerie come uno zombi che non sa dove sbattere la testa...

Ormai tutti scrivono: cantanti, attori, dj, politici, giornalisti dallo scarsissimo talento o rincoglioniti dall'Alzehimer... E poi ci sono i professori di ogni sorta: con lo scadere inesorabile dell'Accademia italiana la qualità della saggistica "made in Italy" è precipitata...

Come è triste leggere i libretti di questi professorini o giornalistini scritti con il copia-incolla da libri per lo più del mondo anglosassone. Che pena leggere i romanzi di questi autori, che usano una prosa il più delle volte del livello di uno scolaro di scuola media inferiore, con trame di un'originalità pari a zero?

Insomma il problema è: vorrei comprare un libro, ma non ho libri da comprare. Trovo sempre più spesso un mare di spazzatura. Raramente riesco a trovare qualcosina, magari di un piccolo editore, che può valere la pena di leggere. Ma per un lettore "duro" come me è sempre più difficile trovare una novità decente. Mi pare poi che anche gli stranieri se la passino piuttosto male.

Insomma per mutuare il titolo di un libro di Guenon, sguazziamo nell'epoca della quantità, ma dell'assenza di qualità. Ed è veramente un problema...

lunedì 13 aprile 2015

La morte di Gunter Grass

Ho appreso con grande dispiacere della morte di Gunter Grass. Essendo uno scrittore (tedesco) gran parte degli italiani non sa nemmeno chi sia e di conseguenza non saprà il valore non solo letterario di questo scrittore.

Ho avuto modo di leggere due sue opere: il famosissimo "Tamburo di latta" e "E' una lunga storia".

Al di là delle trame di queste due opere, quello che mi è sempre molto affascinato in queste due opere è l'idea di Grass della Storia come linea diagonale che attraversa le esistenze di tutti. La storia ci taglia come una lama di coltello: talvolta ci può travolgere, altre volte ci coinvolge, altre volte ancora ci dimentica. Siamo immersi nella Storia che si materializza davanti ai nostri occhi. Ed è una grande lezione di vita che richiede però consapevolezza, coscienza di essere noi tutti nella Storia e comunque, parte della Storia. 
 
Consiglio a tutti la lettura ed eventualmente la rilettura di questi due libri.

giovedì 5 marzo 2015

Kevin Barry: "Il Fiordo di Killary"

Devo ammettere che ho comprato per caso questo libro. L'ho tenuto sul mio comodino per un po' di tempo, per leggerlo nelle notti di inverno comodamente a letto. Per me infatti ci sono i libri da scrivania (pesanti, con molte pagine, impegnativi, che richiedono magari più letture o appunti al margine), libri da poltrona (meno pesanti, con un numero di pagine relativamente alto, relativamente impegnativi) e libri da comodino (con poche pagine, leggeri, lettura da svago). In breve questo libro è finito sul comodino perchè non troppo lungo e di facile lettura.

In effetti si tratta di una raccolta di racconti piuttosto agile. Il libro è decisamente interessante, la prosa è fluida e godibile, l'ambientazione è molto Irish (l'autore è infatti irlandese...), la narrazione accattivante. Si tratta di racconti piuttsto brevi per cui la lettura non è particolarmente impegnativa. Insomma un libro che si legge bene e si fa apprezzare.

Per un lettore come me, ormai diventato molto critico e sospettoso nei confronti di scrittori "nuovi", devo dire che questo libro è stato una piacevole e positiva sorpresa. Il "Fiordo di Killary" mi è proprio piaciuto.

Direi che consiglio decisamente la lettura di questo "il Fiordo di Killary" (il titolo è uno dei racconti presenti nel volume): anche per i lettori più giovani penso che sia più che indicato.

lunedì 1 dicembre 2014

K. Richards - J. Fox: "Life"

E' da parecchio tempo che non aggiorno questo povero blog. Cerco di rimediare subito approfittando anche del fatto che esiste "Google Traduttore": non dovrò pertanto tradurre tutto quanto con il mio mediocre inglese.

Dunque riprendo commentando un libro che ho letto la scorsa estate stando comodamente sdraiato sotto l'ombrellone. Si tratta di "Life" di Richards & Fox ovvero la biografia del chitarrista degli Stones Keith Richards. Ovviamente essendo un patito di musica e fan da sempre dei Rolling Stones non ho potuto fare a meno di acquistare e leggere questo lungo libro. 

Devo dire, senza tanti giri di parole, che questo libro mi è molto piaciuto. Mi è piaciuta questa biografia, mi piace lo stile di scrittura, i tanti aneddoti riportati, le impressioni che Richards riferisce su tanti musicisti dello scenario rock e blues: insomma un appassionato di musica come fa a non leggere questo libro?

La cosa più ovvia e più banale che si può dire dopo aver letto un libro come questo è: come fa ad essere ancora vivo Keith Richards con tutto il casino che ha combinato durante tutti questi decenni? Ha forse firmato un patto con il Diavolo? Se fosse così, dove si deve andare per firmare?

Da lettore incallito (nonostante l'ignoranza dilagante in Italy) e da musicista ancora più incallito, ho trovato quindi questo libro di grande interesse. Ne suggerisco la lettura a tutti, soprattuto a quelli che hanno passato gli -anta perchè possono capire gran parte delle cose di cui parlano gli autori. I giovani si devono fare prima di tutto una bella cultura musicale per poter apprezzare in pieno questo bel libro: se siete fissati con Tiziano Ferro, Ligabue, Vasco Rossi, Maurizio Mengoni o robetta del genere lasciate perdere. Qui siamo su un altro pianeta.

martedì 14 gennaio 2014

Tanizaki Junichiro: "Libro d'ombra/In Praise of Shadows"

Viviamo in un periodo connotato da chiasso, confusione, volgarità, luci abbaglianti, confusione, tensione continua. Tutti hanno paura del silenzio, del rimanere senza fare niente, della lentezza, del buio. 

Tornare a vivere nella penombra, magari circondati da materiali naturali, dagli odori, dalla polvere, dal piccolo disordine, significa di fatto rallentare i nostri stili di vita artificialmente ed inutilmente accelerati. Significa riacquisire il senso reale della vita: apprezzare le piccole cose, i dettagli insignificanti, il calore di un'atmosfera naturale.

Su queste linee si muove questo bel libro, partendo dall'elogio dell'ombra e della penombra. Invito tutti alla sua lettura, soprattutto i giovani, come momento di riflessione sulla stupidità di gran parte di quello che facciamo e delle cose di cui ci circondiamo.

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We live in very strange times surrounded by noises, confusion, vulgarity, dazzling lights, continuing tensions and stresses. A large majority of people fear and refuse silence, inaction, slowness, darkness.

Living again in the dim-light like our ancestors did, also surrounded by natural materials, odors, dust, a natural "mess", means slowing down our artificially useless everyday lifestyles. It means acquiring  the real sense of life: appreciating small things, little details, the warmness of a more natural atmosphere even inside our homes.

This interesting and beautiful book is based on these principles, starting from the praise of the shadows and dim-light. I invite all kind of readers to read this book, above all young readers, also as an occasion to think aout the stupidity of a greater part of the things we do everyday and the useleness of many objects are suffocating us.

lunedì 2 dicembre 2013

Leon Hendrix, Mitchell Adam: "Jimi Hendrix, mio fratello/Jimi Hendrix: A Brother's Story"

Un libro molto interessante e piacevole da leggere soprattutto per chi, come il sottoscritto, è un fan sfegatato e da sempre di Jimi Hendrix.

Premetto però che si tratta della biografia del fratello di Jimi Hendrix: ovviamente Leon Hendrix descrive anche la vita e l'esperienza che ha avuto con suo fratello Jimi. Su molti fatti controversi Leon Hendrix ha inoltre, con questo libri, voluto fornire la sua versione. Ne prendiamo atto.

Comunque alla fine viene fuori quasi un bellissimo romanzo: non c'è che dire. E del resto come potrebbe essere altirmenti quando in ballo c'è Jimi Hendrix?

Consiglio la lettura, soprattutto ai giovani lettori e lettrici.

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A very interesting and good book to read above all for those, as myself, fan of Jimi Hendrix. It is important however to note that this is the biography of Leon Hendrix, Jimi Hendirx's borther. Here the author describes of course also his life and the "experience" (by the way, when talking about Jimi Hendrix...) he had living with his famous brother. About some controversial facts, Leon Hendrix provides with this book his versions and his perspective about the personality of Jimi Hendrix.

I suggest the reading of this book above all for youg readers.