
Riporto di seguito il commento di Umberto Lacchetti ad un mio recente lavoro, realizzzato in collaborazione con Valeria Piccioni e Michele Furci, che rigurarda un'indagine sul destino di alcuni esempi di antica edilizia rurale che si sono scontrati con l'espansione urbana.
Immersi nel vortice quotidiano capita di non accorgerci di situazioni degne invece di attenzione. Poi all'improvviso ce ne rendiamo conto, tutto appare chiaro. E' un po' quello che mi è accaduto leggendo "Casali Metropolitani": l'area urbana che avanza e distrugge i casali ed altre forme rurali è un processo diffuso, accompagnato spesso dall'indifferenza generale. Eppure provoca non solo il venir meno di un ambiente naturale, ma anche, come ci ricordano gli Autori di "Casali Metropolitani", un impoverimento culturale e di valori che determina una perdita di qualità della vita. Difficile non essere d'accordo, ma i più ritengono comunque inevitabile una marginalizzazione delle aree rurali, erose dall'incessante sviluppo urbano. Sembra un esito ineludibile, quasi necessario, invece gli Autori ci dicono che una sintesi fra le esigenze di sviluppo cittadino e mondo rurale è possibile ed anzi opportuna. E' questo il messaggio positivo che emerge e che potrebbe rimettere in gioco le aree rurali fino a renderle protagoniste di un nuovo paesaggio urbano, espressione di uno sviluppo sostenibile. Si tratta di un progetto innovativo, che vede l'integrazione di un'agricoltura urbana nel perimetro cittadino. Un piano valido per Viterbo ma anche per tante altre realtà italiane. E' un progetto che richiede però un cambio culturale forte. Bisogna anzitutto ricostruire una cultura del paesaggio e del territorio, perché amministratori e politici hanno spesso dimostrato scarsa sensibilità al riguardo. Ed è necessario in particolare saper far fronte alle pressioni del potere economico, che spinge per la realizzazione di interessi diversi. E' essenziale allora una viva ed attenta partecipazione dei cittadini, per imprimere negli amministratori della cosa pubblica quella doverosa attenzione verso il mondo rurale che fino ad oggi è mancata.
Umberto Lacchetti