Quando vuoi fare un regalo e non hai un'idea precisa di cosa regalare, bisognerebbe donare un libro. Non c'è bisogno di una ricorrenza specifica: è sempre bello donare un libro. Veicola sempre un messaggio, un'idea, un sogno. Peccato che ogni volta che regalo un libro, il più delle volte la gente si incazzi...

If you want to make a gift and you have no idea about what to buy, well donating a book it's always a good choice. It's no necessary to wait for a specific occasion: it's always something good. A book materializes messages, ideas, dreams. Yet anytime I give a book as a gift in the majority of cases, people tend to get angry...

mercoledì 4 luglio 2018

Bregman R. "Utopie per Realisti"

In questa epoca in cui la sola possibilità di ragionare sul futuro (possibile, auspicabile, probabile) è del tutto svanita in favore di un presente dilatato completamente sradicato dal passato (che la politica ha prontamente abbracciato), il concetto di utopia potrebbe sembrare a dir poco inattuale. Invece la catastrofe dei nostri giorni che si manifesta tra l'altro sulla incapacità di gestire i complessi problemi che decenni di irresponsabilità come forma di governo hanno generato (a livello ambientale, politico, energetico, tecnologic, sociale, economico), è dovuta anche dalla incapacità di pensare in modo utopico. Possibile che non siamo più capaci di immaginare l'inimmaginabile? Possibile che non siamo in grado di rendere realizzabili idee e progetti che appaiono fantasiosi e che invece sono alla basa dell'idea di "futuribile"? Veramente non è più lecito "osare"?

Questo interessante libro muove i suoi passi proprio da queste considerazioni presentando in modo semplice e chiaro alcune teorie e idee in materia economica e sociale che oggi appaiono utopiche ma che in teoria sarebbero realizzabili con grande beneficio per gran parte della nostra società.

Magari proprio il ricorso ad idee utopiche realizzabili, potrebbe salvarci dal binario morto su cui la locomotiva della nostra società sta pericolosamente correndo all'impazzata.   

Lettura gradevole, non troppo complicata, alla portata di tutti.

lunedì 11 giugno 2018

E. Zolla: "Archetipi, Aure, Verità segrete, Dioniso errante"

Ho letto questo libro con grande interesse almeno un anno fa. Da allora lo tengo sempre a portata di mano perchè lo consulto piuttosto spesso. Del resto non è di certo l'unico titolo di questo autore ospitato nella mia biblioteca domestica.

Già dal titolo si comprende la complessità degli argomenti che questa raccolta di saggi contiene. Del resto lo stesso autore rimane un personaggio complesso con una mente ed uno spirito fuori dell'ordinario. 

Questo libro comprende una grande quantità di argomenti che richiedono, da parte del lettore, preparazione e sensibilità: cose del resto piuttosto ovvie quando si parla di dionisiaco. 

Interessante anche la parte relativa alla lettura del cosiddetto parco dei Mostri di Bomarzo (VT).

Consiglio la lettura di questo libro a chi vuole provare a vedere con altri occhi il mondo, a chi osa, a tutti quegli spiriti liberi ed inquieti che non si accontentano mai. 


Questo è l'indice del volume:

Indice

Un'escursione dietro l'apparenza di Grazia Marchianò

I. Archetipi
- L'esperienza metafisica - Gli archetipi - Politica archetipale - Poesia archetipale - La visione della rosa

II. Aure
- Addio all'Occidente - L'aurta dell'Induismo - Bali - Iran, Nubia, Israele - Taoismo cinese e sciamanesimo coreano - Testi sullo sciamanesimo in compendio

III. Verità segrete esposte in evidenza
- Il sincretismo - Monumenti italiani al sincretismo - Come scartare illuminismo, romanticismo e avanguardia - Gli usi dell'immaginazione - Contemplazione, possessione e quiete - Circe, la donna - Gli arcani del potere - La verità è uno specchio - Esoterismo e fede

IV. Dioniso errante
- La figura mitica di Dioniso dall'antichità a oggi - La storia della droga - Natura aleatoria degli stupefacenti - Conoscenza esoterica della droga


lunedì 21 maggio 2018

Libereso Guglielmi: "Oltre il Giardino"

Ho acquistato e letto questo piccolo libro alcuni anni fa soprattutto perchè attirato dal suo autore: Libereso Guglielmi.

Libereso Guglielmi, scomparso a 91 anni nel 2016, è stato il giardiniere della famiglia Calvino. Era un attento ricercatore e per dodici anni era stato capo giardiniere all'università di Londra. Guglielmi era un grande conoscitore delle erbe spontanee e della natura in generale e fondamentalmente era un uomo libero dal pensiero sottile e semplice.
Questo piccolo libro si presenta apparentemente come una sorta di ricettario. In realtà, attraverso queste semplici ricette basate su erbe e piante molto semplici e comuni, Guglielmi accompagna il lettore all'interno di una filosofia di vita in cui non c'è spazio per la fretta, l'ipocrisia e l'avidità.

martedì 15 maggio 2018

Siri Hustvedt: "La Donna che trema"

L'autrice mentre si apprestava a tenere un discorso in pubblico per la commemorazione della morte del padre recentemente scomparso comincia ad essere preda di tremori irrefrenabili in tutto il corpo. Dopo questo terribile episodio, altri ne seguiranno rendendo la vita dell'autrice un vero inferno.

Questo libro racconta le vicissitudini dell'autrice che si confronta con un male misterioso che l'affligge in modo implacabile. Non è un romanzo, non è un saggio: si tratta di una specie di diario corredato di riflessioni e approfondimenti sul complesso rapporto fra corpo e mente.

Un libro certamente insolito che merita la lettura.

mercoledì 4 aprile 2018

Francesco Bonami: "L'Arte nel Cesso"

Con un titolo del genere, verrebbe facilmente da pensare di trovarsi di fronte ad un libro "che fa ridere", "comico" o comunque poco serio. Invece, grazie anche alla grande competenza ed esperienza dell'autore, questo libro è un'interessante guida attraverso le contraddizioni, i non-sense, le operazioni di marketing, le iperboli dell'arte contemporanea che spesso non riusciamo a capire.  Dove si cela l'arte nell'arte contemporanea? Come distinguere un capolavoro da una ridicola montatura? E' possibile fare queste distinzioni? E questi capolavori sono veramente capolavori?

In questo libro l'ironia comunque non manca e questo rende la lettura estremamente agevole e divertente. 

Un libro quindi molto piacevole da leggere e sicuramente molto istruttivo. Una lettura consigliata anche ai non addettti ai lavori che vi troveranno certamente molti spunti di riflessione critica: nel vero senso della parola. Da leggere.

lunedì 19 marzo 2018

G. Manganelli: "Pinocchio: un libro parallelo"

Ci sono storie e libri che siamo abituati a considerare come semplici fiabe per bambini, magari prive di un contentuo che vada al di dà di quello che si legge. Uno di queste sicuramente è la storia di Pinocchio che tutti conoscono (anche se credo pochi abbiano effettivamente letto nella versione orginale di Collodi) e che tutti considerano una bella favola per bambini. Probabilmente in parte è così. Eppure dentro questa favola esiste una storia "altra" scritta fra le righe: molto più complessa, molto più sottile e per molti aspetti molto più affascinante. 

In questo libro "Pinocchio: un libro parallelo" Manganelli ci guida attraverso questa storia nella storia di Pinocchio, un racconto che emerge fra le righe della favola di questo burattino. E ci si accorge che Collodi ha usato una simbologia alla fine anche piuttosto complessa per raccontare qualcosa di più misterioso, sottile e arcano. Emerge quindi una guida alla lettura per una comprensione e visione decisamente meno superficiale delle vicissitudini dell'arcinoto burattino.

Un libro certamente non semplicissimo, ma molto interessante alla fine della cui lettura ci si chiede dubbiosi: ma quella di Pinocchio è poi veramente una favola o qualcosa di molto diverso?

martedì 13 marzo 2018

A. Bourdain: "Kitchen Confidential"

Premetto che se c'è una cosa che non sopporto è la proliferazione di gente che cucina o che parla di cucina in tutti i luoghi reali o virtuali. Boccio quindi senza appello tutti questi programmi tv dove c'è gente che cucina o che disserta sulla cacio e pepe o sul vitello tonnato. 

Ho acquistato e letto questo libro come una sorta di sfida personale dato che non sapevo nulla del suo contenuto. Ovviamente conosco Anthony Bourdain come acclamato chef e questo sarebbe bastato per rivolgere la mia attenzione altrove. Ma se è vero, come è vero, che la copertina è la prima cosa che ci attrae in un libro, devo dire che i tre loschi figuri riportati appunto in copertina mi davano più l'idea di una band di metallari piuttosto che di cuochi.

Il contenuto del libro è in perfetta sintonia con la copertina. Bourdain racconta la sua vicenda personale di chef fra paradossi, situazioni incredibili, personaggi allucinanti, situazioni pazzesche, sesso e droga, il tutto con una capacità narrativa molto rokkettara.

Libro pieno di ironia, molto interessante e avvicente che colloca la vita dello chef in una luce decisamente poco ortodossa. 

Consiglio vivamente la lettura sia a chi è appassionato di cucina sia a chi la detesta come il sottoscritto.

lunedì 5 marzo 2018

S. Reynolds: "Retromania"

Libro molto interessante su un fenomeno ormai diffusissimo fra tutte le fasce di età e tutte le generazioni: la passione per il passato come unico depositario di buone idee e progetti di valore.

In questo libro la retromania viene analizzata quasi come una vera e propria patologia che interessa tutti gli aspetti della vita di ciascuno di noi. Anche se il focus principale è il ritorno al passato in ambito musicale, l'autore (che è un critico musicale) riesce a proporre interessanti riflessioni e considerazioni con una discreta dose di ironia anche in altre dimensioni.

Insomma c'è molto su cui riflettere con la lettura di questo libro: con l'annientamento del futuro, lo svilimento del presente, l'unico appiglio rimasto è la nostalgica visione di un passato il più delle volte fin troppo mitizzato. Insomma c'è da chiedersi: abbiamo proprio smesso di sognare, di progettare utopie, di sperimentare? 

Da leggere....

mercoledì 5 ottobre 2016

A. Moresco "Gli Increati"

Un volume veramente voluminoso. L'avevo comprato lo scorso anno al mare per leggerlo magari sotto l'ombrellone: pesante da portare appresso nello zaino e pesantissimo in mano... Vabbè...

Il libro ha un bellissimo incipit ed una sua ratio che può affascinare. Non è un romanzo: è un viaggio onirico nell'oltretomba e nella pre-vita. Tutto molto suggestivo, tutto molto interessante.  La prosa di Moresco poi per me è molto avvincente.

Ma il libro è francamente troppo lungo (si viaggia oltre le 1000 pagine...) e alcuni spunti decisamente molto interessanti si perdono completamente nel mare magnum del numero decisamente eccessivo delle parole e delle pagine. 

Questo libro mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Mi sono posto più volte queste domande cui non ho saputo dare ancora delle risposte definitive...

Libro ineressante ma decisamente impegnativo: non indicato per chi ha poca pazienza e molta fretta. Moresco resta comunque una delle migliori voci della scrittura italiana di questi tempi, se si pensa soprattutto alla ciarlataneria dilagante che si materializza sotto forma di libri negli scaffali delle (semi-deserte) librerie italiche.

lunedì 7 marzo 2016

O. Sacks: "Zio Tungsteno"

Ho letto parecchi libri di Sacks e li ho trovati tutti abbastanza interessanti. Che Sachs sia un bravo divulgatore e narratore scientifico non ci piove. 

Ho acquistato e letto questo libro "Zio Tungsteno" sia perchè memore delle capacità narrative dell'autore sia perchè questo libro veniva prospettato come una specie di autobiografia fondata principalmente sui ricordi di infanzia di Sacks.

Invece ho trovato questo libro orribile: ho fatto una fatica mostruosa per leggerlo. In realtà si tratta di un brutto libro di chimica farcito con qualche notiziola biografica qua e là. Nient'altro. Un testo molto pesante e noioso: almeno per il sottoscritto. 

Francamente, a meno che non si sia dei patiti della chimica - ma veramente patiti a tutti i costi, direi che eviterei di leggere questo libro. Ripiegherei su un manuale di chimica vero e proprio: magari potrebbe essere scritto meglio e potrebbe anche essere più avvincente, come solo può esserlo un libro di chimica. Bah...


venerdì 9 ottobre 2015

Emmanuel Carrere

Durante l'estate ho letto un paio di libri di Emmanuel Carrere, scrittore francese che oggi va molto per la maggiore. Ho iniziato con "Il Regno". Si tratta certamente di un bel libro che non definirei di genere "Storia" perchè alla fin fine non lo è. Ha infatti dei toni romanzeschi, ma non è di certo un'opera di fantasia. La base di questo libro è la figura dell'evangelista Luca e la narrazione dei primi anni della nascita delle comunità cristiane. Non è però un libro sulla storia del cristianesimo per una serie di motivi. 

In primo luogo l'autore oltre a narrare le vicende legate a Luca e a quei fatidici anni, approfitta anche per narrare la storia della nascita di questo stesso libro, lo sviluppo del percorso personale che ha accompagnato l'autore durante questo lavoro e la sua stessa storia personale. In pratica narrazione storia ed autobiografia dello stesso Carrere si mischiano in modo mirabile lungo le pagine di questo libro.

La prosa è accattivante e mai noiosa. La presenza di queste due dimensioni rende "Il Regno" una storia interessantissima sotto molteplici punti di vista. Insomma si tratta di un libro che vale certamente la pena di leggere.

Ho poi acquistato e letto il libro più famoso di Carrere ovvero "Limonov". Si tratta della biografia di questo personaggio russo (ignoto ai più), ma attraverso le vicessitudini di Limonov, Carrere descrive la parallela storia dell'URSS e della Russia contemporanea. Insomma in questo libro la storia personale e la Storia (quella con la "S" maiuscola") vanno di pari passo. Devo dire che, pur rimanendo un libro di un certo interesse, questo "Limonov" mi è piaciuto meno rispetto a "Il Regno". Forse in quest'ultimo libro, Carrere appare più maturo, la sua scrittura mi sembra più riuscita rispetto a "Limonov". Comunque, ripeto, anche "Limonov" è un libro interessante dalla lettura certamente piacevole.

Comunque Carrere mi sembra uno scrittore acuto e gradevole: consiglio la lettura di questi due libri a tutti i tipi di lettori e lettrici. Magari qualcuno leggendo "Il Regno" potrebbe scoprire qualcosa di molto interessante sul cristianesimo.... Hai visto mai....

martedì 15 settembre 2015

Mi compro un libro... Mica facile....

E' da un po' che non scrivo su questo blog. Questo non signfica che abbia smesso di leggere: tutt'altro. Leggere è e rimane una delle mia passioni preferite. Diciamo che ho avuto da fare e non ho avuto il tempo di scrivere post su questo povero ed insignificante blog.

Adesso nei avrei di libri da commentare anche perchè ne ho comprati e letti tanti di libri dall'ultima volta che ho scritto qualcosa qui.

Ora che ho cinque minuti potrei accingermi ad annoiare lo sventurato lettore con i miei commenti superflui su uno dei tanti libri che nel frattempo ho appunto letto. Ma, vista l'occasione, preferisco approfittare di questo tempo e di questo spazio per qualche considerazione personale.

Questo anche perchè mi sono sempre chiesto se può essere di una qualche utilità fare brevissime recensioni dei libri, oltretutto un oggetto "misterioso" e sgradevole per gran parte dei miei concittadini...

E allora scrivo qualche mio pensierino personale.

La prima cosa che mi viene da pensare è quanto sia diventato difficile acquistare un libro. Non che ci siano impedimenti fisici, tecnici od economici. Acquistare libri è diventato facilissimo, anzi fin troppo facile: ed è anche economico se si pensa che in generale il costo dei libri non è mai particolarmente elevato, a meno di non essere interessati a qualche edizione di pregio. 

Insomma siamo circondati da libri dal prezzo tutto sommato abbordabile. La difficoltà nell'acquistare un libro consiste però nella difficoltà di mettere le mani su un "buon libro" che valga la pena di leggere. Parlo soprattutto di autori ed opere nuove. L'Iliade non si discute, così come non si discutono i grandi classici di tutte le letterature del mondo.

Ma comprare un libro appena uscito è un'impresa titanica. Spesso mi aggiro sconsolato per gli scaffali delle librerie come uno zombi che non sa dove sbattere la testa...

Ormai tutti scrivono: cantanti, attori, dj, politici, giornalisti dallo scarsissimo talento o rincoglioniti dall'Alzehimer... E poi ci sono i professori di ogni sorta: con lo scadere inesorabile dell'Accademia italiana la qualità della saggistica "made in Italy" è precipitata...

Come è triste leggere i libretti di questi professorini o giornalistini scritti con il copia-incolla da libri per lo più del mondo anglosassone. Che pena leggere i romanzi di questi autori, che usano una prosa il più delle volte del livello di uno scolaro di scuola media inferiore, con trame di un'originalità pari a zero?

Insomma il problema è: vorrei comprare un libro, ma non ho libri da comprare. Trovo sempre più spesso un mare di spazzatura. Raramente riesco a trovare qualcosina, magari di un piccolo editore, che può valere la pena di leggere. Ma per un lettore "duro" come me è sempre più difficile trovare una novità decente. Mi pare poi che anche gli stranieri se la passino piuttosto male.

Insomma per mutuare il titolo di un libro di Guenon, sguazziamo nell'epoca della quantità, ma dell'assenza di qualità. Ed è veramente un problema...

lunedì 13 aprile 2015

La morte di Gunter Grass

Ho appreso con grande dispiacere della morte di Gunter Grass. Essendo uno scrittore (tedesco) gran parte degli italiani non sa nemmeno chi sia e di conseguenza non saprà il valore non solo letterario di questo scrittore.

Ho avuto modo di leggere due sue opere: il famosissimo "Tamburo di latta" e "E' una lunga storia".

Al di là delle trame di queste due opere, quello che mi è sempre molto affascinato in queste due opere è l'idea di Grass della Storia come linea diagonale che attraversa le esistenze di tutti. La storia ci taglia come una lama di coltello: talvolta ci può travolgere, altre volte ci coinvolge, altre volte ancora ci dimentica. Siamo immersi nella Storia che si materializza davanti ai nostri occhi. Ed è una grande lezione di vita che richiede però consapevolezza, coscienza di essere noi tutti nella Storia e comunque, parte della Storia. 
 
Consiglio a tutti la lettura ed eventualmente la rilettura di questi due libri.

giovedì 5 marzo 2015

Kevin Barry: "Il Fiordo di Killary"

Devo ammettere che ho comprato per caso questo libro. L'ho tenuto sul mio comodino per un po' di tempo, per leggerlo nelle notti di inverno comodamente a letto. Per me infatti ci sono i libri da scrivania (pesanti, con molte pagine, impegnativi, che richiedono magari più letture o appunti al margine), libri da poltrona (meno pesanti, con un numero di pagine relativamente alto, relativamente impegnativi) e libri da comodino (con poche pagine, leggeri, lettura da svago). In breve questo libro è finito sul comodino perchè non troppo lungo e di facile lettura.

In effetti si tratta di una raccolta di racconti piuttosto agile. Il libro è decisamente interessante, la prosa è fluida e godibile, l'ambientazione è molto Irish (l'autore è infatti irlandese...), la narrazione accattivante. Si tratta di racconti piuttsto brevi per cui la lettura non è particolarmente impegnativa. Insomma un libro che si legge bene e si fa apprezzare.

Per un lettore come me, ormai diventato molto critico e sospettoso nei confronti di scrittori "nuovi", devo dire che questo libro è stato una piacevole e positiva sorpresa. Il "Fiordo di Killary" mi è proprio piaciuto.

Direi che consiglio decisamente la lettura di questo "il Fiordo di Killary" (il titolo è uno dei racconti presenti nel volume): anche per i lettori più giovani penso che sia più che indicato.

lunedì 1 dicembre 2014

K. Richards - J. Fox: "Life"

E' da parecchio tempo che non aggiorno questo povero blog. Cerco di rimediare subito approfittando anche del fatto che esiste "Google Traduttore": non dovrò pertanto tradurre tutto quanto con il mio mediocre inglese.

Dunque riprendo commentando un libro che ho letto la scorsa estate stando comodamente sdraiato sotto l'ombrellone. Si tratta di "Life" di Richards & Fox ovvero la biografia del chitarrista degli Stones Keith Richards. Ovviamente essendo un patito di musica e fan da sempre dei Rolling Stones non ho potuto fare a meno di acquistare e leggere questo lungo libro. 

Devo dire, senza tanti giri di parole, che questo libro mi è molto piaciuto. Mi è piaciuta questa biografia, mi piace lo stile di scrittura, i tanti aneddoti riportati, le impressioni che Richards riferisce su tanti musicisti dello scenario rock e blues: insomma un appassionato di musica come fa a non leggere questo libro?

La cosa più ovvia e più banale che si può dire dopo aver letto un libro come questo è: come fa ad essere ancora vivo Keith Richards con tutto il casino che ha combinato durante tutti questi decenni? Ha forse firmato un patto con il Diavolo? Se fosse così, dove si deve andare per firmare?

Da lettore incallito (nonostante l'ignoranza dilagante in Italy) e da musicista ancora più incallito, ho trovato quindi questo libro di grande interesse. Ne suggerisco la lettura a tutti, soprattuto a quelli che hanno passato gli -anta perchè possono capire gran parte delle cose di cui parlano gli autori. I giovani si devono fare prima di tutto una bella cultura musicale per poter apprezzare in pieno questo bel libro: se siete fissati con Tiziano Ferro, Ligabue, Vasco Rossi, Maurizio Mengoni o robetta del genere lasciate perdere. Qui siamo su un altro pianeta.

martedì 14 gennaio 2014

Tanizaki Junichiro: "Libro d'ombra/In Praise of Shadows"

Viviamo in un periodo connotato da chiasso, confusione, volgarità, luci abbaglianti, confusione, tensione continua. Tutti hanno paura del silenzio, del rimanere senza fare niente, della lentezza, del buio. 

Tornare a vivere nella penombra, magari circondati da materiali naturali, dagli odori, dalla polvere, dal piccolo disordine, significa di fatto rallentare i nostri stili di vita artificialmente ed inutilmente accelerati. Significa riacquisire il senso reale della vita: apprezzare le piccole cose, i dettagli insignificanti, il calore di un'atmosfera naturale.

Su queste linee si muove questo bel libro, partendo dall'elogio dell'ombra e della penombra. Invito tutti alla sua lettura, soprattutto i giovani, come momento di riflessione sulla stupidità di gran parte di quello che facciamo e delle cose di cui ci circondiamo.

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We live in very strange times surrounded by noises, confusion, vulgarity, dazzling lights, continuing tensions and stresses. A large majority of people fear and refuse silence, inaction, slowness, darkness.

Living again in the dim-light like our ancestors did, also surrounded by natural materials, odors, dust, a natural "mess", means slowing down our artificially useless everyday lifestyles. It means acquiring  the real sense of life: appreciating small things, little details, the warmness of a more natural atmosphere even inside our homes.

This interesting and beautiful book is based on these principles, starting from the praise of the shadows and dim-light. I invite all kind of readers to read this book, above all young readers, also as an occasion to think aout the stupidity of a greater part of the things we do everyday and the useleness of many objects are suffocating us.