Quando vuoi fare un regalo e non hai un'idea precisa di cosa regalare, bisognerebbe donare un libro. Non c'è bisogno di una ricorrenza specifica: è sempre bello donare un libro. Veicola sempre un messaggio, un'idea, un sogno. Peccato che ogni volta che regalo un libro, il più delle volte la gente si incazzi...

If you want to make a gift and you have no idea about what to buy, well donating a book it's always a good choice. It's no necessary to wait for a specific occasion: it's always something good. A book materializes messages, ideas, dreams. Yet anytime I give a book as a gift in the majority of cases, people tend to get angry...
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venerdì 12 ottobre 2018

G. Russell: "Regni dimenticati"

La geografia è una disciplina del sapere che è stata cancellata dall'orizzonte degli eventi. Stessa sorte sta capitando alla Storia: fondamentalmente, soprattutto le nuove generazioni, saranno private del concetto di "dove" e di "quando". Che questa manovra abbia uno scopo preciso o meno, o se sia frutto della cialtroneria dei nostri tempi non è dato saperlo. Resta comunque il fatto che un'umanità priva di questi due strumenti cognitivi è sostanzialmente dis-orientata nello spazio e nel tempo, rendendola facilmente preda di inventori di balle, politici da strapazzo, imbonitori vari, superstizioni, credenze religiose terrificanti, ecc... ecc...

Questo interessantissimo libro si colloca all'interno di questo vacuum dell'anima. Grazie ad una narrazione mai accademica e sempre molto fluida, l'autore ci accompagna in luoghi che spesso sentiamo nominare vagamente, e di cui abbiamo un'altrattanto vaga cognizione, abitati da comunità che sembrano sfidare l'idea stessa di Storia. Sono sopravvivenze spaziali e temporali incredibili di cui persiste una flebile memoria. Alcune di queste comunità sono assurte alla ribalta a causa di conflitti recenti, ma di esse sappiamo poco o nulla. Il filo conduttore (ma non l'unico) è proprio la sopravvivenza di credi religiosi antichissimi, alcuni dei quali presenti anche in Occidente fino al Medioevo ma spazzati via dal monoteismo, che oggi sono minacciati de moderne forme di integralismo monoteista.

Questo libro merita pertanto di essere letto: vale veramente la pena di dedicare il proprio tempo e la propria attenzione a questo approfondimento che ripeto non ha nulla di scolastico: al contrario. E' veramente un viaggio incredibile in luoghi dimenticati in un tempo dilatato.

mercoledì 11 marzo 2009

E. Hobsbawm: "Age of Extremes"

This book is presently considered as one of the classics of the contemporary historyography thanks also to the good choice of the title. With this definition the author surely provides a clear snapshot of the XX century.

I've got to say however that I actually prefer other Hobsbawm's books, maybe more directed to specialistic readers, than this one: sometimes it seemed to me rather confused, sometimes boring, sometimes it seemed to me that the attempt to create a popular book failed because too many things are given for granted even when they are not...

In brief, for the first time, I'm pointing out a book I didn't appreciated so much.

I suggest the reading of this book however, with the above mentioned limitations, to history enthusiasts, like me, above all for vanity and snob reasons: just to say to have read it and criticize it as I'm doing right now...

E. Hobsbawm: "Il Secolo Breve"


Questo testo è considerato ormai un classico della storiografia contemporanea grazie anche alla fortunata scelta del titolo. Con questa definizione sicuramente l'autore riesce a fornire un'interessante istantanea del XX secolo.

Devo dire però che ho preferito altri libri di Hobsbawn, magari meno noti e più diretti ad un pubblico di lettori più specialistico, a questo: in alcuni tratti mi è sembrato confuso, in altri noioso, in altri ancora mi sembra che la tentazione di realizzare un'opera divulgativa sia affogata nelle troppe cose "date per scontate" e che scontate non sono...

Insomma una volta tanto segnalo un libro che non mi è particolarmente piaciuto.

Consiglio la lettura di questo libro, con le precauzioni di cui sopra, agli appassionati di storia, come me, più che altro per vanità e per snobbismo: per dire cioè di averlo letto e per poterlo criticare come sto facendo io ora, in questo momento...

martedì 17 febbraio 2009

M. Finley: "The Ancient Greeks"

This is a very good book which, with great competence and out of the ordinary, describes the most relevant and essential aspects of the ancient greek culture.

I consider this book an essential tool to understand and broaden our knowledge not only about history but also about important elements of our present culture.

Its reading is pleasant and not excessively for specialists. Surely this is not a book suitable for all readers but I suggest its reading to history and ancient culture enthusiasts.

M. Finley: "The Ancient Greeks"

  • mood: attention, concentration
  • location: indoor, library,
  • suggested music: ambient, chamber music
  • season: fall, winter
  • weather: cold, cloudy
  • suggested drink: red wine

M. Finley: "I Greci"


Bellissimo libro che, con grande attenzione e fuori dai soliti luoghi comuni, descrive gli aspetti più importanti ed essenziali della cultura greca classica.

Direi che rappresenta uno strumento indispensabile di approfondimento e di conoscenza non solo della storia ma anche di importanti elementi della nostra cultura.

La lettura è molto gradevole e non eccessivamente tecnica. Certamente non è per tutti: comunque lo consiglio agli appassionati di storia e cultura antica.

M. Finley: "I Greci"

  • stato d'animo: concentrazione,
  • ambientazione: interno, biblioteca, studio privato
  • musica consigliata: ambient, musica da camera
  • stagione: autunno, inverno
  • clima: freddo, nuvoloso
  • bevanda da abbinare: vino rosso