Quando vuoi fare un regalo e non hai un'idea precisa di cosa regalare, bisognerebbe donare un libro. Non c'è bisogno di una ricorrenza specifica: è sempre bello donare un libro. Veicola sempre un messaggio, un'idea, un sogno. Peccato che ogni volta che regalo un libro, il più delle volte la gente si incazzi...

If you want to make a gift and you have no idea about what to buy, well donating a book it's always a good choice. It's no necessary to wait for a specific occasion: it's always something good. A book materializes messages, ideas, dreams. Yet anytime I give a book as a gift in the majority of cases, people tend to get angry...

martedì 19 ottobre 2010

I. Morris "La Nobiltà della Sconfitta/The Nobility of Failure

Ci troviamo di fronte ad un libro molto interessante ed istruttivo sotto molti punti di vista. L'autore, attraverso la narrazione storica delle gesta di alcuni importanti guerrieri, samurai e personaggi storici del Giappone, ci descrive come viene vissuta l'idea di "sconfitta" secondo l'etica giapponese (perlomeno quella antica). In particolare la sconfitta, come risultato di una scelta consapevole fatta in coerenza con i propri principi etici ed i propri ideali, diventa un momento non necessariamente negativo, ma quasi di esempio di nobiltà di carattere e di vero eroismo.

Il libro si presenta quindi come un trattato storico-biografico e quasi antropologico. In particolare per noi italiani che viviamo in questi anni fatti di inganni, truffe e sotterfugi questo libro apporta una lezione peculiare: l'importanza cioè di lottare per i propri ideali e crederci fino alla fine. Insomma un libro di grande attualità.

Interessantissimo ed appassionante l'ultimo capitolo dedicato ai piloti kamikaze.

Lettura consigliata a tutti i tipi di lettori, anche se, comunque, il tema trattato implica un certo impegno.
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This is a very interesting book according to several points of view. The author, through the historic discussion about some Japanese warriors, samurai and other historic figures, describes how the idea of failure is embedded within the Japanese ethics. In particular failure is described as an aware and deliberate choice made coherently to personal values and principles: in this case failure is not something negative and disruptive but an example of nobility and real heroism.

This is an historical and antropological book: nonetheless for we italians there is also an important lesson to learn. In these material years of cheats, bribes, cynicism we can find some examples about the importance to fight for an ideal and ethical values.

The last chapter, devoted to kamikaze pilots in the 2nd World War, in my opinion is extremely interesting.

I thus suggest this book for all kind of readers even if the issues described are not always easy.

mercoledì 6 ottobre 2010

M. Bulgakov: "Il Maestro e Margherita/The Master and Margarita""


Un romanzo straordinario per la sua particolarità ed originalità. Un grande classico della letteratura russa che, considerato che è stato scritto negli anni trenta, appare di una modernità notevole. Si tratta in pratica di un complesso intreccio di storie parallele e piani e spazi temporali che si avvicendano. L'arrivo di Satana a Mosca... Impareggiabile la figura di Ponzio Pilato e il'interrogatorio a Gesù...

Insomma un libro assolutamente da leggere e da conservare nella propria libreria. Consigliato a tutti.
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An extraordinary book for its originality and peculiarity. A great masterpiece in the russian literature. Considering that it has been written in the 30s' it is likely to be particularly modern and still fascinating. It describes a complex network of parallel stories disposed on parallel space and time dimensions.

The arrival of Satan in Moscow... The extraordinary description of Pontius Pilatus and the interrogation to Jesus... Simply outstanding.


This book is a must for a passionate reader and a necessary component of a decent private library. I warmly reccomend its reading to all kind of readers.

martedì 21 settembre 2010

Z. Bauman: "Modernità e Ambivalenza/Modernity and Ambivalence"

Come per tutti i libri di Bauman, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un testo importante e, in alcuni momenti, anche un po' impegnativo. Si tratta di un'acuta analisi sul rapporto fra la modernità (e direi anche post-modernità) ed il concetto di ambivalenza nelle sua varie declinazioni in particolare quella risultante dal contatto fra culture diverse.

Il libro pertanto si presenta con una notevole dose di attualità soprattutto in considerazione delle grandi difficoltà che si riscontrano oggi in Italia in tema di gestione dell'immigrazione e del relativo confronto fra culture di popoli diversi da cui scaturisce ambivalenza.

Molto interessanti la prima parte e le conclusioni: più lenta la parte centrale relativa all'esempio delle complesse problematiche dell'integrazione della popolazione ebraica nel contesto europeo.

E' un libro che si può leggere avendo tuttavia un minimo di preparazione in materia.
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As already said for other books from Z. Bauman, even in this case this is an important book.

This is an interesting analysis about the relations between the concept of modernity (maybe post-modernity) and ambiguity according to various meanings and implications in particular those involving the problem deriving from the contacts and confrontations among different cultures. This aspect makes this book particularly relevant for many present issues for example for italian society which is currently dealing with many problems related to the management of immigration and the cohabitation of different cultures and the resulting critical and ambivalent role.


The first half and the conclusions of the book are very interesting: the central part, more focused on the example of the problems and history of the integration of the Jewish communities in the european context, is maybe a little bit "slower"

I suggest the reading of this book having however some preparation and inclination to this kind of topics and books.

lunedì 13 settembre 2010

Simone De Beauvoir: "Il Secondo Sesso/Le Deuxième Sexe)


Libro molto importante (forse un po' datato) sulla condizione femminile e sulle caratteristiche della realtà femminile. Un libro che, nonostante sia stato scritto nel 1949, mantiene intatte le analisi sulle criticità e le problematicità dell'essere "donna" in una società totalmente al "maschile".

Superfluo dire che l'attualità renderebbe indispensabile (se non obbligatorio a scuola) la lettura di questo libro: per le donne (giovani e meno giovani) sarebbe indispensabile per acquisire quella consapevolezza necessaria al riconoscimento della propria individualità e della propria persona mentre per gli uomini (giovani e meno giovani) potrebbe contribuire a cominciare a capire qualcosa dell'"altra metà del cielo".

Libro da leggere.

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A very important book about the woman condition and about the characteristcs of the "woman dimension". Even if written in 1949, this book still maintains extremely valid the analyses about those critical and problematic issues in being a woman in a "male society". The relevance of many news about violence against women makes this book a critical tool (maybe its reading should be compulsory at school...) to build a necessary awareness first of all for women themselves. In the same time the reading of this book is essential also for men in order to have some elements to begin to understand the women reality and their dignity.

martedì 7 settembre 2010

I libri che ho letto sotto l'ombrellone...

Sono finite le vacanze ed approfitto per un breve bilancio della lettura dei libri che mi sono portato appresso in spiaggia.


Cominciamo con Josè Saramago ed il suo "Caino".

Possibile che sia stato scritto da Saramago? Siamo proprio sicuri?

Devo dire che avevo recentemente letto "Cecità" e mi era molto piaciuto: molto bella la tecnica descrittiva, lo stile, la trama, le suggestioni e le allusioni, la metafora generale, ecc... ecc...

Qui francamente Saramago non lo riconosco. Forse sono io che non riesco a cogliere le sottigliezze (a me talvolta sembrano quasi infantili...) dell'autore, anche tenendo presente l'interessante punto di vista dell'assassino di Abele. Niente da fare. Un libro che sfiora la dimensione critica della sciocchezza.





Da povero illuso quale io sono, per rifarmi (sic), ho intrapreso la lettura di questo romanzo "La Prigione di Neve" di Jan Elizabeth Watson.

Libro e scrittrice sono stati entrambi molto elogiati dalla critica: anche in questo caso, mai e poi mai fidarsi dei critici.

L'idea di base è molto buona ed interessante (non la svelo per i masochisti che intendono eventualmente acquistare il libro e farsi un'idea personale), ma il racconto è fiacco e strafiacco. Libro modestissimo: un'occasione mancata alla grande. Suggerisco, per il bene dell'umanità, di copiare l'idea e di riscrivere il tutto con una trama decisamente più interessante.




Decisamente più interessante (per gli amanti del genere ovvio) è stato invece questo "Enigma dei Numeri Primi" di Marcus Du Sautoy. Attenzione: non si tratta della "Solitudine dei Numeri Primi". Qui si parla di una cosa seria.
Nonostante si tratti di un bel librone e che affronti numeri primi, teoremi matematici e biografie di tanti matematici (i cui nomi ancora provocano il terrore in generazioni di studenti di liceo scientifico - quando al liceo scientifico si studiava ancora la matematica), la trattazione non è mai tediosa. Anzi suscita sempre molta curiosità ed interesse: alla fine l'autore riesce anche a rendere "digeribile" ciò che la scuola alla fine ci aveva fatto odiare. Complimenti! Consigliabile la lettura.

giovedì 29 luglio 2010

Roth J. "La marcia di Radetzky/The Radetzky March"


E veniamo ancora una volta a proporre una lettura adatta alle vacanze estive. In questo caso si tratta di un romanzo "classico" (direi quasi un "drammone") piacevole da leggere e non troppo impegnativo. La trama (che ovviamente non svelo) è incentrata in gran parte sulla "saga familiare" avendo sullo sfondo il tramonto dell'Impero Austro-Ungarico.

Insomma si legge bene sotto l'ombrellone: non è lunghissimo e può anche appassionare. Si può leggere tranquillamente spaparanzati al sole...

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Today, I'm introducing once again a reading good for summer vacations. In this case "The Radetzky March" is a classic book (maybe a classical big "drama") however not too difficult to read and rather pleasant. The story (which I of course won't tell here) is mainly focused on a "family story" having on the background the end of the Austo-Hungarian Empire. Very romantic...

In brief, this book can be easily read in vacation times: it is not too long and it can attract the attention of young and not-so-young readers...

venerdì 9 luglio 2010

Doblin A.: "Berlin Alexanderplatz"


Proseguo la presentazione di libri che possono essere portati in vancanza sotto l'ombrellone, in montagna, in bici, in campagna, in piscina... Insomma dove vi pare purchè si legga.

Il libro in questione appartiene anch'esso alla categoria dei "classici": personalmente lo ritengo un ottimo libro per la trama trattata (di cui non parlo più di tanto per non rovinare la sopresa), la prosa e più in generale la costruzione pittorica di questa Berlino fra le due guerre che rappresenta un vero e proprio "brodo di cultura".

Penso che l'aspetto più interessante di tutta la storia sia la lotta del protagonista contro l'inevitabile, l'imponderabile, il "vorrei cambiare vita, ma non ci si riesce proprio!". E alla fine stiamo tutti lì a tifare per il protagonista nella sua battaglia contro i mulini a vento, come un Chisciotte del '900 che sembra agitarsi negli ingranaggi di una Metropolis di Fritz Lang.

Sto scrivendo cose forse un po' troppo deliranti. Sarà colpa del caldo. Comunque suggerisco il libro come lettura estiva per tutti i lettori: un libro intelligente, una lettura utile e costruttiva.
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The book I'm introducing here can be included in the list of "summer reading", useful companion of vacation times along the beach, in the mountains, in the country... well, wherever you like!

In my opinion, this book is a "classical reading": I think that this is a very good book for the story described, tha way it is described and above all for the splendid painting of the city of Berlin between the two World Wars as a incredible cultural melting pot.

Maybe the most relevant aspect of the story is the struggle of the protagonist against an unavoidable and imponderable fate: "I'd like to change my life, but it is impossible!".
Finally one is rooting for this protagonist in his battle against windmills like a modern Quijote on the scenario of Metropolis by Fritz Lang.

Well, I'm chatting too much. I suggest this book to any kind of readers: it's a very good book and an useful and pleasant reading.

lunedì 28 giugno 2010

Singer I. B.: "La Famiglia Moskat/The Familiy Moskat"


Torna l'estate e puntualmente predispongo una piccola lista di libri che a mio parere sono degni di essere portati in vacanza. Si tratta di letture piacevoli e comunque sempre di un certo livello (sempre secondo me ovvio).


Cominciamo la serie di queste letture estive citando un super-classico ovvero "La famiglia Moskat" di Singer. Per gli appassionati delle grandi saghe familiari questo libro rappresenta un "must".


La Storia e la cultura di una componente importantissima della società europea, quella ebraica, vengono elaborate dal vissuto di questa grande famiglia: il risultato è un grande ritratto-affresco di epoche, uomini e donne, fatti grandi e piccoli. Il tutto inghiottito dalla voragine dell'Olocausto.


Libro la cui lettura è consigliata a tutti.


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Summer has finally come back and as ususal I have prepared a short list of "summer readings" composed of book in my opinion worth to become "vacations' tools". These are pleasant readings and, in my opinion of course, always high level books.


I have decided to begin this list citing a classic book: "the family Moskat" by Isaac B. Singer. I think that this book is an obliged reading for those enthusiast of the great families' stories.


History and a critical component of the european culture (the Jewish heritage) are described by the "living matter" of this great jewish family: the final result is a complex picture made of time, men and women, big historical as well as small everyday events. Everything finally cancelled by the Holocaust catasrophe.


I suggest the reading to all kind of readers.

lunedì 7 giugno 2010

I. Illich: "La Convivialità/Tools for Conviviality"


Un libro, molto bello, molto importante, provocatorio, stimolante. Un libro scritto nel 1973 che invece sembra scritto oggi. Tantissime le idee, i concetti, i valori che Illich afferma con forza lungo queste pagine che pesano come una mannaia su tutti noi e sui decisori politici.

Illich ci chiede di svegliarci, di riappropriarci dei nostri diritti e dei nostri doveri nei confronti dell'altro e delle nostre comunità: emerge il concetto di "limite" come unica possibilità di sopravvivenza ecologica, economica e sociale dell'umanità.

Dopo aver letto questo libro non si è più quelli di prima. Se nulla cambia vuol dire che si è proprio irrecuperabili.

Un Libro (con la L maiuscola) che tutti dovremmo avere il buon senso di leggere soprattutto i giovani visto che sono le vittime principali dei modelli e stili di vita che oggi imperano ovunque.

Forza quindi: ordinatelo in libreria, acquistatelo e leggetelo e (perchè no) regalatelo a qualche zuccone che conoscete. Magari si riesce a mettere un po' di luce in qualche testa vuota (e credetemi ce ne sono tante) ...

Immediatamente, perchè non c' più tempo da perdere...

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This is a great, stimulating and important book. Written in 1973 but so contemporary: it seems it has been written today. So many ideas, concepts, values Illich delineates in this book: these pages are heavy charges for all of us and our political decision makers.

Illich asks to us a sign of awareness re-aquiring our responsibilities, our rights and our duties towards our communities: he describes the critical role of the idea of limit as pre requisite for an environmental, social and economic survival of mankind.

It is impossible to remain the same after having read this book. If nothing changes in you, it means that there's really nothing to do...

This is a BOOK TO READ. I repeat: this is a BOOK TO READ: we all should read it above all young readers because they are the favourite victims of the present foolish models and lifestyles.

So, come on: lte's buy it and read it. Do it right now because there's no time...

venerdì 21 maggio 2010

N. Lilin: "Caduta Libera"


Dopo "Educazione Siberiana", Lilin con questo prosegue il suo racconto. Questa volta, dopo la descrizione dell'affresco di vita della città di Bender, viene proposta l'epopea di un uomo trasferito nella guerra di Cecenia.

Questo libro è un vero bombardamento di episodi cruenti di questa guerra di cui noi qui non abbiamo saputo e non sappiamo tuttora assolutamente nulla.

Impressionante. Crudo e brutale come può essere una guerra.

Il libro può piacere e non piacere. Personalmente l'ho letto con una discreta dose di interesse.
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After "Educazione Siberiana" Nicolai Lilin with this book continues to tell his story. This time, after having described the crude life in the town of Bender- Russia, he describes the tragedy of a man suddenly moved as soldier to the Chechenya War.

This book is a real "bombing" made of terrible episodes of a war about which we know very little. An astonishing, crude and brutal book like a war. I think that some may like this book and someone else may dislike it. I have read it however with a good dose of interest...

Actually I don't know if a translation of this book into other languages is in progress or not.

giovedì 13 maggio 2010

N. Lilin: "Educazione Siberiana"


Un libro decisamente molto bello.

Come definirlo? Un romanzo, un saggio, un'autobiografia? In fondo è un po' di tutto questo. Una narrazione cruda, senza peli sulla lingua. Alla fine viene fuori uno spaccato di una realtà complessissima: sono cronache di un altro mondo che si svolgono in un angolo di questo mondo. Lo scenario è la Transnistria, la società è quella dei criminali di una città cosmopolita fatta di criminalità nazionali e cosmopolita.

Emerge insomma un ritratto verticale di un'umanità crudele, ma ricca: una cultura che si colloca oltre i nostri schemi mentali, ma che si presenta a noi quasi nobilitata da una vera e propria etica.

Libro scritto direttamente in italiano con traduzioni in molte lingue in fase di realizzazione: assolutamente da leggere.
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This book has been written by the russian author directly in italian: some translations are in progress. This is a very interesting book about the crime world operating in a corner of Russia: Transnistria.

This is a mix of an autobiography, an essay, a romance. Everything is cruel and crude, but in the same time rich and noble: clashes of cultures, gangs, languages, traditions, law and crime...

I warmly suggest its reading.

martedì 4 maggio 2010

R. Guénon: "Simboli di scienza sacra/Symbols of Sacred Science"


Un libro difficile, molto difficile. Ho avuto bisogno di molto tempo per leggerlo e rileggerlo più volte per capire, digerire ed assimilare i concetti che l'autore propone in questo preziosissimo libro.

Per questo motivo è molto difficile presentare quet'opera: detto in parole povere, ma molto povere, si tratta di una sorta di vademecum per imparare a riconoscere e ad interpretare correttamente molti simboli "tradizionali" che sono giunti a noi dal passato in forme completamente stravolte. Di questi simboli oggi si è perso quasi completamente il significato.

La lettura di questo libro getta un po' di luce su un mondo interamente oggi avvolto nelle tenebre restituendo allo stesso tempo dignità a dei codici espressivi la cui mancanza è denunciata dalla quasi totale mancanza di senso e di punti di riferimento della nostra epoca.

La lettura è consigliata ad un pubblico esperto e sensibile: per gli altri si consiglia una bella passeggiata (come al solito...)

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This is avery difficult book. I have spent a lot of time for reading it several times to understand and assimilate the concepts the author describes in this important book.

For this reason, it's quite difficult for me to describe it: just in few words, it could be considered a sort of guide to learn how to recognize and interpret many traditional symbols which arrived to us from the past often in a very distorted way. The meaning of these symbols today seems completely lost.

The reading of this book may provide relevant contributions in giving some light in a world completely covered by darkness giving, in the same time, dignity to these codes whose lack is expressed by our meaningless everyday life.

I suggest the reading of this book to those having the necessary sensibility and expertize: to the others I suggest, as usual, an healthy walk...

martedì 20 aprile 2010

I. Illic: "Elogio della Bicicletta/Energy and Equity"


Questo piccolo libro (di qualche anno fa per la verità) è decisamente interessante. L'argomento centrale è la questione "energia" e il suo uso irrazionale ed eccessivo. Per esemplificare i concetti legati a questa questione l'autore utilizza l'esempio del traffico e della mobilità evidenziando la razionalità della bicicletta a confronto con la sempre più frequente irrazionalità del trasporto automobilistico.

In considerazione del fatto che il libro è stato scritto almeno una trentina di anni fa, c'è da dire che Illic ha saputo quanto meno profetizzare i controsensi del traffico attuale mettendo in luce il paradosso della sempre maggiore lentezza delle gigantesche e potentissime auto di oggi (soprattutto i SUV) strozzate e bloccate per ore nel caos del traffico cittadino (che inquinano e ci rendono obesi fisicamente e psicologicamente) mentre gli spostamenti a piedi o in bici diventano non più una opzione fra tante altre, ma l'unica scelta possibile anche in termini di salute nostra e dell'intero pianeta.

Personalmente in questo libro leggo anche una esemplificazione dei paradossi tencologici dei nostri tempi: ad esempio invece di consumare meno energia si cerca il modo di produrla sempre di più (magari anche con delle enormi e costosissime centrali nucleari) oppure per parlare con qualcuno stiamo le ore su Facebook invece di andarlo a trovare di persona e bere un bicchiere di vino. Insomma viviamo in anni in cui invece di semplificare, cerchiamo tecnologie sempre più complesse che alla fine ci rendono sempre più infelici.

La lettura di questi piccoli-grandi libri serve: eccome se serve!

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This small book is extremely interesting. The core topic is the issue of energy and its irrational and excessive use. The author use the example of traffic and mobility to esemplify the rationality of bicycle compared to the increasing irrationality of car transports.

Considering that this book has been written at least 30 years ago, Illic has been as sort of prophet because he highlighted the paradox of these enormous and highly polluting cars and SUVs which are everyday blocked in huge traffic jams while walking or biking has become the sole option to avoid our physical and mental destruction.

In my opinion, I have found in this book the evidence of the technological paradox of our times: instead of reducing the energy consumption, we are trying to identify always new technologies to consume more (i.e. with big and costly nuclear plants) or instead of making a walk to visit a friend close home we spend many hours with Facebook.

Instead of semplifying, we always are looking for more complicated technologies which finally make us unhappy...


I thus suggest the reading of this book: it is simply useful...

venerdì 2 aprile 2010

Solzenicyn A. "Divisione Cancro/Cancer Ward"


Un super-classico di un arcinoto scrittore russo. Si tratta di una storia drammatica (di cui ovviamente non racconto la trama) avendo come realtà incombente, il peso schiacciante dell'URSS. Una storia che appassiona per la sua drammacità, crudezza.

Un libro che, nonostante la lunghezza, si legge tutto di un fiato. Un libro decisamente bello ed importante.

Consiglio la lettura a tutti i tipi di lettori, di qualsiasi età.
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A classic book from a well-known russian writer. This is a dramatic story breathing the incumbent atmosphere of the USSR reality. This is an exciting story for this dramatic scenario and for the crude details of the drama.

Even if a long book, it can be read quite easily all in one go. This is a very good and important book. I suggest its reading to all kind of readers.

mercoledì 17 marzo 2010

Pound E.: "Canti Pisani/The Cantos"


Questa opera di Pound rappresenta un classico della poesia contemporanea. Chiunque sia appassionato di poesia non può non aver letto questo libro. E' un tale classico che a riguardo c'è veramente poco da dire e poco da commentare.

Direi che "I Canti Pisani" non possono mancare nella sezione di poesia di una biblioteca domestica degna di questo nome.

E' tutto...
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This masterpiece is a focus book among the classics of the contemporary poetry. Who is an enthusiast of poetry must read this book. It is such a classic work that it is impossible to say anything else...

This book must be absolutely included in the poetry section within a decent house library...

That's all...

martedì 9 marzo 2010

Rampini F. "Slow Economy"


Ho acquistato (e letto) questo libro fondamentalmente perchè (lo devo riconoscere) sono stato attirato dal titolo molto accattivante e dall'altrettanto accattivante sottotitolo "Quello che noi occidentali possiamo imparare dall'Oriente".

Essendo molto interessato a queste tematiche (anche per ragioni professionali) e vista l'attualità dei temi affrontati non ho esitato ad acquistarlo senza troppi approfondimenti.

Ecco il resoconto della lettura di questo libro.

Dopo una introduzione che effettivamente tratta, in modo piuttosto superficiale e generico, dell'attuale crisi e recessione (facendo ricorso a concetti neanche molto originali visto che sono stati già da tempo affrontati ed elaborati da "altri" in modo decisamente più approfondito), l'autore si perde completamente.

Il tema è molto importante: "Slow Economy". Ma nel libro non c'è traccia di una declinazione di questo concetto. Passata l'introduzione, l'autore si perde nella descrizione delle sue, neanche particolarmente originali, osservazioni su alcuni Paesi dell'estremo Oriente (Cina in particolare) e sull'India. Sono appunti di viaggio, descrizioni giornalistiche: niente slow economy. Anzi emerge la descrizione degli effetti dei modelli economici occidentali su queste realtà.

L'autore torna poi timidamente a parlare di crisi economica nelle conclusioni.

Forse non ho capito nulla delle intenzioni dell'autore, ma a me, personalmente, questo libro sembra completamente fuori tema ed un'occasione mancata. Malignamente si potrebbe dire che si tratta di una trovata editoriale per vendere, grazie appunto ad un titolo accattivante, una serie di appunti giornalistici sparsi, una raccolta di servizi sotto il cappello di un argomento così importante.

Peccato.

Non è la prima volta che mi capita di incappare in questi libri fiacchi e modesti e quasi sempre scritti da giornalisti che, perdonatemi la cattiveria, si improvvisano economisti, sociologi, antropologi, storici o filosofi. In Italia, a parte Saviano o Terzani, è molto difficile trovare libri adeguatamente approfonditi su temi così importanti scritti da un giornalista.

Un consiglio quindi: se notate un libro con un bellissimo ed attraente titolo su qualche argomento di grande attualità, se l'autore è un giornalista italiano, accertarsi sempre, ripeto sempre, della qualità del contenuto: non si sa mai...